Come possono la fotografia e il teatro trasformare una comunità? Il progetto “Cultura (in) Comune”, finanziato dalla Regione Veneto, è la risposta: un percorso di welfare culturale nato dalla sinergia tra la Biblioteca P. Pasolini, la Cooperativa Il Sestante e la rete territoriale di Cadoneghe.
Da luglio a dicembre 2025, l’iniziativa ha trasformato gli spazi cittadini in presidi culturali contro l’isolamento. Attraverso laboratori di teatro, fotografia e narrazione per tutte le età, giovani e meno giovani hanno collaborato per rafforzare la coesione sociale, riscoprendo la creatività come strumento di benessere e legame con il territorio.
Cosa abbiamo fatto insieme?
- Formazione letture ad alta voce: un percorso aperto a chiunque volesse cimentarsi con la propria voce. Guidati dal professionista Carlo Corsini, i partecipanti hanno esplorato tecniche di narrazione adatte a ogni pubblico in modo pratico e giocoso, presso la Sala Italo Calvino della Biblioteca.
- Il tempo di uno scatto: laboratorio fotografico intergenerazionale di autonarrazione al Centro Spinelli. Un viaggio di gruppo per catturare, attraverso l’obiettivo, ciò che più ispira, imparando tecniche fotografiche ed editing digitale con le professioniste della Cooperativa Il Sestante.
- Laboratorio di teatro: un’immersione nel mondo della narrazione teatrale con Antonio Irre e Giuseppe Viaro. I partecipanti hanno esplorato il ruolo del corpo e della voce come strumenti espressivi del sé attraverso il gioco e l’autonarrazione.
- Incontri d’autore: tre appuntamenti gratuiti di autonarrazione con autrici e autori, per scoprire il potere delle storie come strumenti di crescita, dialogo e condivisione tra generazioni.
L’Evento Finale: Un’Emozione Condivisa
Il 5 dicembre 2026, presso la Sala Italo Calvino, la comunità ha celebrato la chiusura del percorso con una restituzione multidisciplinare:
- Teatro: performance a cura di Antonio Irre e Giuseppe Viaro.
- Voce: letture ad alta voce delle volontarie formate da Carlo Corsini.
- Mostra “Il tempo di uno scatto”: un’esposizione intrecciata tra “Sguardi sul mondo” (paesaggi familiari) e “Ritratti dell’Anima” (partecipanti con oggetti significativi).
La cultura è uno strumento di cura e la memoria condivisa un seme per il futuro. Vi invitiamo a guardare il video dell’evento finale: una testimonianza di come l’arte possa generare autentica coesione sociale.








